75°  OFTAL - 1932 - 2007 

 

 


Trino (VC), Domenica 22  APRILE  2007

 

 

RELAZIONE DI DON R. COLOMBO AL CONVEGNO MEDICI OFTAL

 

 

Dopo la preghiera prendeva la parola per il benvenuto ed un saluto il nuovo Capo Medico Alberto Cozzi :Siamo davvero una grande forza , essenziale per la vita dell'associazione, molto stimata dal caro don Franco e ricca di tante testimonianze professionali e umane espresse nelle varie sezioni diocesane. Da quest'anno l'Oftal, rinnovando le cariche, mi ha chiesto di rappresentare l'incarico di responsabile medico, ruolo fin qui svolto con garbo e competenza dal carissimo Franco Confalonieri. Raccogliere il testimone è decisamente impegnativo, ma è consolante vederlo sempre attivo e giovanile nei nostri pellegrinaggi e nella vita associativa e dunque so di poter contare ancora su di lui. Mi conforta inoltre appoggiarmi ai tanti bravi capo-medico diocesani, ai quali chiedo pazienza e collaborazione, cercando di rendere proficua e fattiva la collaborazione fra noi, per accrescere la nostra presenza nella grande famiglia dell'associazione.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un gruppo di medici ed infermieri  dell’OFTAL con don Franco ad un recente pellegrinaggio.

 

 

 

Interveniva quindi anche il Presidente Generale mons. Franco De Grandi svolgeva la sua relazione introduttiva, come sempre molto puntuale e significativa.

La giornata di "Convegno dei Medici" è importante — lo sapete molto bene: in questo anno che segna il SETTANTACINQUESIMO della nostra storia, lo è ancora di più.

La Chiesa, sull'esempio di Cristo, ha avvertito il servizio ai malati, come parte integrante della sua missione: ci invita a riscoprire che il malato non va considerato "semplicemente come temine dell'amore e del servizio della Comunità, bensì come soggetto attivo e responsabile dell'opera di evangelizzazione e di salvezza."

Pertanto, col primo malato per Lourdes (maggio 1912), mons. Rastelli ha posto le premesse per realizzare un modo di fare Chiesa: il Pellegrinaggio.

La preparazione e l'organizzazione del Pellegrinaggio in treno, richiede la collaborazione di molte persone nell'impegno tecnico, assistenziale e spirituale: il medico è parte integrante dell'Associazione con un ruolo ben preciso — l'assistenza e la cura dei malati. — La presenza del medico ha un doppio ruolo: tecnico — somministra le medicine, suggerisce altre strategie terapeutiche... sta facendo qualcosa che gli è suggerito dalla sua esperienza quotidiana. Ed ha un secondo ruolo: non per quello che egli « Sa », ma per quello che egli "Sente" — la sua umanità, la sua disponibilità, il suo cuore , la sua sensibilità, il suo tempo.

Questo modo di rapportarsi al malato, delinea la figura di un medico autentico, "capace": è sempre il medico che sa accogliere il malato, il disabile, l'anziano come persona, nella sua interezza, nel suo insieme psicofisico, nel suo contesto sociale, nella sua famiglia, nella sua storia. È il carisma dei nostri medici nell'Associazione e nel Pellegrinaggio.

Un grande aiuto per essere "medici capaci" ci viene e dall'esperienza continuativa di servizio nei nostri Pellegrinaggi e da queste giornate di Assemblea che ci aiutano ad esprimerci sempre meglio e a rinnovare ogni impegno.

Certo, interrogandoci sul significato e sulle aspettative di queste giornate di incontro, sarà necessario aprirci ad una comunicazione e ad uno scambio delle nostre esperienze, delle nostre ansie, delle gioie vissute nel nostro contatto quotidiano coi malati, per scoprire in qual modo la nostra fede personale e le esperienze nel Pellegrinaggio ci possono aiutare a far luce nel fitto intreccio di emozioni e di sensazioni che spesso viviamo dentro di noi.

Certo, il nostro servizio e la nostra presenza è, non solo per ascoltare, interrogare, apprendere, ricavare, ma soprattutto per proclamare, insegnare, donare, rispondere e seminare.

e e e

 

 

Prendeva quindi la parola don Roberto Colombo per la sua Relazione Ufficiale.

Prof. Don  Roberto Colombo

La Medicina nell’era Tecnologica

quale limite tra guarigione e giusta cura?

 

Don Roberto ha esordito con il concetto che tra erte e scienza ci deve sempre essere la Carità. Come amava ripetere San G. Moscati: “ Non sarà la scienza, ma la carità a salvare il mondo!” Ribadendo poi il concetto che la risposta tecnologico-scientifica non è esaustiva. Carità è prendersi cura, come il Buon Samaritano.

Il concetto di Vocazione: è il mettersi al servizio dell’altro, a chi ha bisogno! E non è mai antitetico alla professione, ma è proprio il modo con cui si vive ed esercita la propria professione: con spirito di autentico servizio!Con il semplice Esame Obiettivo e l’Anamnesi ci può essere una presa di distacco, non una presa in carico del paziente, non il prendersi cura di Lui. Per cui si rischia la spersonalizzazione della Medicina con l’insoddisfazione del paziente, da qui il ricorso alla cosiddetta Medicina Alternativa.

Molti, negli anni scorsi, ricorrevano al dott. Di Bella, non perché offrisse delle terapie più efficaci, ma perché dimostrava una maggior attenzione e disponibilità ai pazienti e la sua porta era sempre aperta per tutti.

In effetti in un epoca in cui si parla di best practice, di centri ad alta specializzazione o di telechirurgia etc… è importante non smarrire mai il senso del proprio essere medico. Anche perché ci dobbiamo rendere pur sempre conto che la salute non esaurisce, di per sé, la salvezza.

A questo punto don Colombo faceva un riferimento a Santa Giovanna d’Arco, in una delle sue citazioni più significative: “Nella Vita bisogna sempre dare battaglia perché Dio possa vincere!” un concetto che trasposto alla Medicina potrebbe essere: Un medicina non finalizzata per la gloria del medico, ma perla gloria di Dio!

Ed infine, a proposito dei malati inguaribili ribadiva il concetto che la Medicina è sempre per curare mentre non sempre può guarire.

Al centro ci deve sempre essere l’ammalato, nei pellegrinaggi come nei nostri ambulatori ed ospedali, non la malattia. In quanto non esistono i casi clinici ma solo i pazienti come persone uniche ed irripetibili come la loro anima! E, sotto questo punto di vista, Lourdes rappresenta anche una scuola veramente eccezionale di umanità

BIOGRAFIA DI DON ROBERTO COLOMBO

Roberto Colombo, nasce a Milano, il 4 Agosto 1945, dove nel 1970 si laurea in Scienze Biologiche presso l'allora Istituto di Embriologia e Anatomia Comparata dell'Università degli Studi di detta città.

Dopo la laurea rimane presso l'Ateneo per continuare gli studi di teratologia, intrapresi durante la preparazione della tesi, e nel 1973 ottiene il Diploma di Specializzazione in "Ricerche Biologiche".

Nel 1979, il Prof.Colombo, trascorre un periodo di studio in Inghilterra, alla Warwick University, presso il Laboratorio di Hugh Woodland, uno dei discepoli di G.B.Gurdon (grande Biologo dello Sviluppo).

Attualmente, il Prof.Colombo è Professore Ordinario di Citologia & Istologia, presso la Facoltà di Scienze MFN dell’Università degli Studi di Milano dove tiene tre Corsi: Introduzione alla Biologia della Cellula; Citologia e Istologia; Biologia Strutturale della Cellula.

Il Prof.Colombo è autore di un centinaio di pubblicazioni, la maggior parte delle quali su prestigiose Riviste Internazionali ad elevato "Impact Factor".

Dal 1998 è anche il Vice Assistente Nazionale dell’AMCI per il Nord.