VERCELLI, 21 MAGGIO 2007

 

 

IL MEDICO E LA FAMIGLIA

 

 

RIFLESSIONE  ACURA DI  DON MASSIMO BRACCHI – ASSISTENTE AMCI DI VERCELLI

 

 

 

Famiglia, realtà umana fondamentale: fondamento di ogni società umana passata e presente (cfr. antropologia culturale). Cellula della società umana, attorno a cui si è costituita ogni società.

 

Luogo di relazione e socializzazione; luogo di generazione ed educazione della vita e delle nuove generazioni umane.

 

Un rapporto riuscito in famiglia garantisce un io stabile negli adulti (genitori) e la crescita di identità stabili nei figli. Cfr. malessere psichico e esistenziale di molti giovani occidentali correlato alla crisi della famiglia. In altre società più stabili questo problema non si pone, almeno al momento (cfr. Islam: ma fino a quando?).

 

Per ragioni di ordine: sociale, culturale (trasmissione della "cultura" cioè di un modo di vedere il mondo), psicologico e relazionale, istituzionale (è l'istituzione prima e più importante) il bene-famiglia va tutelato se lo Stato vuole vivere e crescere. Se questo non si fa, lo Stato adotta politiche autodistruttive, magari sotto la parvenza di progresso o di apertura a nuovi stili di famiglia, che famiglie non sono.

 

Il fatto che il pensiero cristiano sulla famiglia coincida con gran parte di quanto detto, è una buona ragione perché i cristiani si prendano a cuore il bene della istituzione familiare, come hanno appunto dimostrato di saper fare.

 

Che poi per i cristiani ci sia un" di più" nell'ambito familiare come in tutti gli altri ambiti della vita umana, che viene dalle fede in Cristo (il proprio, lo specifico della famiglia cristiana) non deve impedirci di coglierne la valenza positiva), anzi deve permettere  di intenderci sulla famiglia - con tutti quelli che ne condividono il valore e la insostituibilità.

 

 

 

 

 

 

 

Il " di più" viene, come sempre, da Cristo.

 

 

Per poter dialogare e condividere politiche e interventi per il bene della famiglia, occorre presentare "il di più" in maniera franca, cordiale rispettosa, condividendo tutto ciò che è condivísibíle, secondo l'invito di Paolo: "Esaminate ogni cosa, e tenete ciò che è buono".

 

Se dovesse prevalere la linea libertaria e radicale che caldeggia il riconoscimento delle coppie di fatto e dei loro (presunti) diritti, bisognerà cercare di limitare i danni con una chiara distinzione tra la famiglia, e le diverse possibili convivenze, in tutte le loro forme, che devono essere prese in considerazione senza caldeggiarle più di tanto, cosa che appunto radicali ed estrema sinistra fanno non perché importi a loro il bene delle persone coinvolte, ma per motivi strettamente elettorali e di immagine e Captazione della rappresentanza.

 

 

E' fondamentalmente vero che, se si vuole fare una legge fedele alla costituzione, si potrebbero riconoscere i diritti delle coppie di fatto con la legislazione civile, sotto forma di patti tra le persone coinvolte, come in alcuni casi già avviene per legge o per consuetudine.

 

L'insistenza su un tema che in fondo riguarda un esiguo numero di italiani non è una battaglia di libertà, come viene fatta passare, ma è un modo per acquistare visibilità e risonanza, come nelle molte campagne radicali passate, che non hanno cercato il bene delle persone coinvolte, ma solo la libertà di un individuo, spesso a scapito di altri (cfr. divorzio, aborto...)

 

 

 

 

Don Massimo Bracchi

Assistente AMCI di Vercelli