AMCI Vercelli News letter 

Foglio informativo a cura dell’AMCI Vercelli 

 

EDIZIONE  STRAORDINARIA

 Ottobre 2003

 

 

 

 

 Istituto S. Eusebio di Vercelli

 

 18 Ottobre 2003

 

Festa di San Luca Evangelista

 

 

 

 

AMBULATORIO AMCI
per bisognosi ed immigrati

 

INAUGURAZIONE 

 

 

 

 

 

L’AMCI di Vercelli  ppreso con grande gioia e viva soddisfazione la straordinaria notizia

Oggi 18 ottobre 2003 in occasione della festa di San Luca Evangelista nostro patrono è stato inaugurato, alla presenza delle massime autorità, il nuovo Ambulatorio per Bisognosi ed Immigrati AMCI.

 

Dopo la benedizione ufficiale da parte del nostro Arcivescovo p. Enrico Masseroni, coadiuvato dal Vicario Episcopale mons. G. Cavallone il dott. Balzaretti ha presentato i locali alle numerose autorità, personalità e rappresentati del volontariato presenti.

 

Successivamente il dott. Balzaretti ha svolto una breve relazione (vedi sotto il testo integrale) per illustrare gli scopi e le finalità di questa importante iniziativa altamente umanitaria.

 

E’ poi intervenuto S.E. p. Enrico Masseroni, che è stato il promotore dell’iniziativa e che ha ringraziato a nome di tutti l’AMCI di Vercelli per l’impegno.

 

Sono seguiti gli interventi di:

 

S.E. il sig. Prefetto Leonardo Cerenzia, del Sindaco di Vercelli dott. Gabriele Bagnasco, del Presidente della Provincia Renzo Masoero, del Senatore Lorenzo Piccioni,  del Direttore Generale dell’ASL 11 di Vercelli dott. Luciano Scarabosio, del Presidente dell’Ordine dei Medici prof. Francesco Carcò e del Segretario dell’Ordine dott.  Pier Giorgio Fossale

 

Foto 3 - Alcune delle autorità presenti : Finocchi (Presidente Consiglio Provincia) – Bagnasco (Sindaco di Vercelli) – Masoero (Presidente Provincia di Vercelli) –Piccioni (Senatore della Repubblica) – mons. Trivero (Sottosegretario CEI)


Apre l'ambulatorio per le persone indigenti (dal Corriere Eusebiano del 18-10-2003)


Questa mattina, sabato 18 ottobre, alle 11, si inaugura all'Istituto S. Eusebio di Vercelli l'ambulatorio polispecialistico per persone indigenti e immigrati, promosso e gestito dalla sezione locale dell'Amci (Associazione medici cattolici).


«Saremmo già operativi come struttura e attrezzature - spiega il presidente Franco Balzaretti - ma restiamo in attesa dei permessi amministrativi. L'ambulatorio - aggiunge - sarà attivo grazie alla disponibilità e professionalità dei nostri iscritti (e non), tra cui specialisti affermati e altamente qualificati (dentisti, chirurghi, internisti, pediatri, infettivologi, dermatologi, cardiologi, pneumologi, traumatologi, reumatologi, ginecologi, igienisti...)».

 

Numerosi sono stati i segnali positivi provenienti dalla cittadinanza a favore di questo servizio, che sarà svolto a titolo completamente gratuito e che ha ottenuto la collaborazione di una cinquantina di medici, di infermieri e farmacisti, e il supporto di numerosi gruppi di volontariato.

L'apertura dell'ambulatorio per persone indigenti è un segno di buona sanità , tanto più positivo se si pensa che la sua realizzazione è stata possibile grazie al contributo di istituzioni locali pubbliche e private, e della generosa disponibilità delle Suore di S. Eusebio che hanno offerto i locali, li hanno ritinteggiati e tirati a lucido.

«Ogni giorno - prosegue Balzaretti - in Italia arriva una moltitudine di stranieri, difficilmente quantificabile e non sempre ... ''in regola''. Noi vogliamo offrire un'opportunità di assistenza sanitaria anche a chi non può accedere ai servizi pubblici, per motivi che non spetta a noi indagare».

Questo non significa superficialità, ma discrezione dettata dal buon senso, che aiuterà ad agire in ogni singolo caso, a fianco della professionalità.

 Ma l'Amci non si limita a proporre risposte per il territorio. E' infatti in fase di studio, in collaborazione con il Rotary Club di Vercelli, un progetto abbinato di telemedicina e teleconsulto.

«Si intende dar vita - precisa Balzaretti - ad un progetto di cooperazione con ospedali del terzo mondo, attraverso scambi culturali, formazione a distanza e telemedicina, con possibilità di veri e propri teleconsulti. Le pratiche sono già state avviate e si intravedono quindi buone prospettive di riuscita».

Segno che la solidarietà non ha confini e, se anche non parla tutte le lingue, riesce a farsi capire perfettamente in ogni parte del mondo.

 

Ilde Lorenzola

 

 

Inaugurazione Ambulatorio AMCI per bisognosi (dal Corriere Eusebiano del 25-10-2003)

 

“Oggi la nostra sanità sta scrivendo una bellissima pagina di solidarietà. Mi sento davvero felice e orgoglioso: felice di essere medico, di essere cattolico, e anche di essere vercellese”. Così ha esordito Franco Balzaretti, chirurgo del S. Andrea e presidente della sezione locale Amci (Associazione medici cattolici italiani), all’inaugurazione dell’ambulatorio per indigenti e immigrati aperto all’Istituto S. Eusebio sabato scorso. E non gli è mancato un pizzico di commozione. Tanto più che la cerimonia si è svolta nella ricorrenza di S. Luca, patrono dei medici.

 

“Questo ambulatorio – ha poi proseguito l’arcivescovo padre Enrico Masseroni – è il segno di una comunità che non delega, ma si assume la responsabilità dell’accoglienza e della solidarietà. Ringrazio l’Amci per la sua presenza davvero provvidenziale, perché sa coniugare la capacità di riflessione su temi etici e sociali a scelte concrete di servizio. E poi ringrazio le Suore Figlie di S. Eusebio che, mettendo questi locali a disposizione dei bisognosi del “primo e terzo” mondo, continuano a vivere sulla scia del nostro protovescovo. Vorrei – ha concluso padre Masseroni – che sulla porta dell’ambulatorio fosse riportata una frase di Giovanni XXIII, nunzio apostolico in Bulgaria: “Se nella notte non sai dove andare, alla mia porta troverai una luce accesa: bussa e io scenderò ad aprirti. Non ti chiederò se sei cattolico.”.

“Solidarietà a volte è una parola logora, un po’ frusta, non seguita dai fatti – ha affermato il prefetto di Vercelli Leonardo Cerenzia, invitato da Balzaretti a prendere la parola – qui oggi si realizza una mirabile fusione tra spiritualità e azione. La vita è un dono di Dio, ma dev’essere vissuta con dignità. Questo ambulatorio è la capacità di cogliere la sofferenza e offrire una risposta. E’ un esempio di buona sanità e di buona volontà. Penso che l’uomo di oggi possa essere ragionevolmente soddisfatto solo se risponde all’esortazione: ama il tuo prossimo come te stesso”.

Si sono susseguiti gli interventi del sindaco Gabriele Bagnasco che, sollecitato nella sua veste di medico, non ha escluso di poter essere, in futuro, un collaboratore dell’ambulatorio, del presidente della Provincia Renzo Masoero, del senatore Piccioni, che ha proposto una raccolta di fondi ad hoc, garantendo il suo impegno personale, del direttore dell’Asl 11 Luciano Scarabosio, che ha sottolineato, tra l’altro, la valenza interculturale di un ambulatorio per immigrati, di Francesco Carcò, presidente dell’Ordine dei medici nonché direttore sanitario del S. Andrea (“Come non condividere questa scelta, tanto più come responsabile del reparto infettivi?”), di Pier Giorgio Fossale, medico di famiglia e membro del consiglio della Fondazione Carisver, che ha sostenuto economicamente la realizzazione dell’ambulatorio.

“A fronte di questa realtà positiva – ha concluso l’Arcivescovo – non ci resta che guardare al futuro con speranza”.


 

RELAZIONE  DEL   DOTT. FRANCO BALZARETTI

 

Eccellenze, autorità illustrissime, cari amici e cari colleghi, un cordiale saluto a tutti voi.

Tante volte si parla di Provvidenza, spesso ricordiamo la Provvidenza manzoniana o sorella provvidenza di San Francesco, tuttavia spesso non riusciamo a definirla o identificarla chiaramente. Ed ecco una mia personale esperienza.

Nel 1994 subentravo a Mauro Aguggia come presidente dell’AMCI, e nel passarmi le consegne mi chiese di impegnarmi a realizzare un ambulatorio gratuito per indigenti, così come era anche desiderio dell’Arcivescovo mons. Bertone. Purtroppo, per impedimenti burocratici, non si riuscì nell’impresa.

 

Nella foto sopra: Balzaretti con S.E. p. Enrico Masseroni

e con il Prefetto di Vercelli dott. L. Cerenzia

 

Alcuni mesi fa, accogliendo una richiesta del nostro Arcivescovo p. Enrico Masseroni e della Caritas, l'Associazione Medici Cattolici di Vercelli si è nuovamente attivata con tutte le proprie forze e mezzi per la realizzazione di un Ambulatorio Polispecialistico per i bisognosi della nostra comunità, a titolo completamente gratuito, come volontariato e come è già stato realizzato anche in altre città.

Ma ecco che quando la nostra impresa sembrava realizzarsi una serie di imprevisti sembrava ostacolare definitivamente il nostro progetto, nonostante le tante belle parole, i tanti incoraggiamenti non si trovava una sede idonea. Abbiamo anche  bussato ad alcune porte che, purtroppo, rimanevano chiuse.

Per un momento ho anche pensato che nella nostra comunità nessuno volesse prendersi a cuore questi nostri fratelli poveri e bisognosi di aiuto.

E, a un certo punto,  eravamo quasi rassegnati ad abbandonare l’idea del nostro progetto.

Ma ecco che, improvvisamente, le suore delle  Maddalene si dichiarano disponibili a mettere a disposizione i loro locali. Quasi contemporaneamente anche don Eusebio Viretto mette a disposizione l’ambulatorio dell’oratorio di via Parini; vorrei ringraziare entrambi per la disponibilità.

Dopo poche settimane anche le suore di S. Eusebio ci mettono a disposizione i locali del loro ambulatorio, che risultano anche i più idonei come struttura ed ubicazione. E le figlie di Sant’Eusebio, figlie di Eusebio non solo di nome ma soprattutto di fatto, si sono prodigate con grande generosità e spirito di collaborazione ad aiutarci nella realizzazione di quest’opera veramente meritoria. Un grazie di cuore alla madre superiora ed a tutte le Figlie di S. Eusebio.

Ma la Provvidenza non ha limiti e sono subito in molti, nella nostra città, a dichiararsi disponibili a sostenere quest’iniziativa altamente umanitaria.

La medicina nella sua lunga e fantastica evoluzione, non è solo l’espressione di ciò di cui si parla maggiormente: denunce, critiche, episodi di malasanità, ma al contrario ha scritto e scrive tuttora, con discrezione e nel silenzio, delle pagine bellissime, permeate di quegli inalienabili valori dell’uomo che sono l’amicizia, la solidarietà e l’amore per il prossimo.

E oggi devo dire ne sta scrivendo una straordinaria. Oggi per tutti noi è una giornata davvero memorabile.

Molti medici cattolici (qualcuno non), tra essi i molti tra i più validi specialisti del nostro ospedale, con diversi medici di famiglia di Vercelli e dintorni, farmacisti infermieri, e rappresentanti del volontariato hanno, con grande generosità, offerto parte del proprio tempo libero (e vi assicuro che è pochissimo) per garantire una dignitosa assistenza dei poveri bisognosi. 

 

Anche molti rappresentanti di enti, service, istituzioni pubbliche, personalità di spicco, semplici cittadini (uomini e donne di buona volontà)  hanno subito accettato, con entusiasmo, di aiutarci, tutti accomunati da quello spirito di solidarietà e generosità che ha sempre caratterizzato la storia della nostra città e del nostro ospedale S. Andrea.

E così anche tutti gli amici della stampa oggi sono qui al nostro fianco per contribuire, con il loro importante apporto, a questa nostra impresa.

E allora mi sono sentito veramente felice ed orgoglioso di essere medico, di essere cattolico e di essere vercellese, e mi sono anche un po’ commosso.

La nostra comunità  oggi si è stretta attorno ai medici vercellesi, che non sono solo tra i più seri e preparati, ma anche tra i più generosi.

Ringrazio di cuore tutti i medici, farmacisti e infermieri che hanno aderito alla nostra iniziativa e a tutti coloro che vorranno aderire; saremo lieti di accoglierli nel nostro gruppo, che al momento conta su circa 50 operatori.

Un grazie a tutti voi e a tutte le massime autorità cittadine, con i rappresentanti delle varie associazioni ed enti per la vostra partecipazione e per l’aiuto che ci vorrete dare.

Stiamo valutando con attenzione le varie adesioni ed i vari contributi che ci sono stati assicurati e quindi tra breve sapremo anche essere maggiormente precisi sull’organizzazione dell’ambulatorio e sui servizi e prestazioni che potremo garantire.

Manca ancora qualche timbro, qualche autorizzazione e qualche dettaglio, e noi vogliamo che sia tutto in regola e a norma, anche perchè tutta la nostra attività avverrà in collaborazione con le istituzioni e nel pieno rispetto della legge.

Non si prevedono tuttavia problemi particolari e quindi sono certo che in tempi brevi il nostro ambulatorio sarà pienamente operativo.

 

Ilde Lorenzola

 

 

 

 

 

     TARGA DELL’AMBULATORIO

 

  

COPIA DELLA TARGA ALL’INGRESSO DELL’AMBULATORIO AMCI

 


 

 

 

 

AMBULATORIO AMCI VERCELLI

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