IN
RICORDO DI ALBERTO
ROCCHIETTA
un caro ed indimenticabile amico per
tutti noi!
Alberto Rocchietta
era uno di quei medici vecchia maniera,
spesso a disagio con le incombenze burocratiche, e questo perchè
amava
troppo il
rapporto umano e diretto con il paziente. Molto importante sopratutto per lui
che era un pediatra.
E così dopo diversi anni di
servizio in ospedale aveva preferito esercitare la sua professione sul
territorio, entrando nelle case di chi soffre, ed era diventato il pediatra di
riferimento della città di Ivrea, dove tutti lo conoscevano e stimavano.
E quindi chi aveva un bambino
ammalato si affidava a lui, che con professionalità, capacità e umanità sapeva
curare, guarire e soprattutto amare i suoi piccoli pazienti.
Rocchietta con mons.
Zaccheo e F. Balzaretti
Intanto, alimentato da una fede
inesauribile, cresceva il suo impegno nell’associazionismo cattolico. Dapprima
nell’Azione Cattolica e poi, in considerazione al suo grandissimo amore per la
Vita, nel Movimento per la Vita e nei
Medici Cattolici. E proprio nell’AMCI Alberto trovò le maggiori motivazioni e
la giusta valorizzazione delle sue indubbie doti di paladino dei valori
cristiani e della fede cattolica: una fede definita giustamente, dal suo
parroco, granitica. Ed il suo impegno
fu sempre incessantemente al servizio ed al fianco della Chiesa, con coerenza,
serietà ed in obbedienza al magistero.
Io avevo sentito parlare, per la
prima volta, di Alberto Rocchietta circa 20 anni fa,
quando Mauro Aguggia, presidente fondatore dell’AMCI
di Vercelli, mi chiedeva di ricoprire l’incarico di segretario della sezione.
Per convincermi mi parlava di una straordinaria figura di medico cattolico, che
a sua volta aveva convinto lui e l’Arcivescovo mons. Albino Mensa a costituire,
nel 1985, una sezione AMCI a Vercelli. Ed in questi vent’anni in cui ho avuto
la fortuna di conoscere ed apprezzare Alberto, al quale mi sono legato ed
affezionato, anche perché, per me, era molto più di un amico: era quasi
diventato come uno della mia famiglia.
Ci si sentiva spesso, a volte gli
telefonavo io per aggiornarlo, altre volte mi telefonava lui, magari con
qualche scusa; ma si capiva immediatamente che aveva solo voglia di parlarmi,
di raccontarmi quello che aveva fatto, le sue impressioni e confidenze.
E così
viceversa, quando avevo qualche problema, qualche preoccupazione, qualche
delusione mi rivolgevo a lui.
E Alberto sapeva sempre ascoltare,
sostenere e aiutare; aveva sempre una parola di conforto e d’incoraggiamento e
poi… sorrideva, per sdrammatizzare e per farmi capire che la vita è sempre il
bene più prezioso, anche quando ci sentiamo abbandonati, trafitti dalle
cattiverie e dalle incomprensioni degli altri. Anche quando i nostri impegni,
sacrifici e meriti non vengono riconosciuti.
Rocchietta
con E. Ciconi,
F. Balzaretti e il card. Tettamanzi
E proprio il suo sorriso, la sua
serenità ed il suo appassionato impegno
per l’AMCI, nonostante l’inesorabile scorrere del tempo, il suo inesauribile e contagioso
entusiasmo, con cui aveva sempre alimentato l'attività dell'AMCI
Piemontese e Nazionale, era per tutti noi un esempio davvero eccezionale che ci
stimolava a proseguire, nonostante qualche avversità e ad impegnarci nell’AMCI;
senza i suoi incoraggiamenti io stesso non mi sarei poi impegnato con tanta
passione per l’AMCI.
E Alberto era stato anche d’esempio
nel saper superare un momento molto difficile per un padre. Alcuni anni fa era stato colpito dal dramma
della scomparsa di un figlio, e lui aveva saputo reagire a quel grandissimo
dolore con la fede e l’impegno ancor più appassionato per l’Associazione, la
Sua
Associazione:
l’AMCI.
Alberto aveva dato moltissimo per
l’AMCI, con amore ed umiltà, senza mai chiedere nulla. Partecipava a tutti gli
incontri Nazionali, regionali e locali; ci spronava a fondare nuove sezioni, a
sostenere i vari presidenti e dirigenti e amava ripeter che in ogni Diocesi e
sezione dovevamo sempre tenere accesa una fiammella.
Rocchietta con F. Balzaretti ed alcuni membri
del direttivo AMCI di Vercelli nel 1998
Ora che è mancato
improvvisamente questo amico carissimo Presidente dell'AMCI del Piemonte e
della sezione di Ivrea, uno dei padri storici dell'AMCI, ci sentiamo tutti un po’ più soli e molto
tristi, perché sappiamo che ci mancherà molto e con lui il suo sorriso.
Aveva partecipato attivamente anche
alla recente Conferenza Organizzativa del Nord del 29 febbraio a
Pordenone, dove aveva illustrato la sua ultima fatica: l'organizzazione di un
Convegno Regionale AMCI a Romano Canavese/Ivrea per
il 17 maggio prossimo :1° Convegno Internazionale di
Bioetica del Piemonte :
“Bioetica e Medicina
nelle varie Stagioni
della Vita”
A questo importante appuntamento
Alberto non ci sarà e neppure nei prossimi incontri. Il nostro sguardo vagherà
invano alla ricerca del suo volto, sperando di vederlo ancora tra di noi, come
in tante altre occasioni, per parlarci con il cuore e con tanta passione
dell’importanza dell’AMCI
Sabato 22 marzo c’è stato infatti
l'ultimo saluto per Alberto, alle ore 10.00 presso la Chiesa di San
Lorenzo di Ivrea, con la benedizione e commemorazione da parte del suo parroco
che, di fronte alla numerosissima folla che gremiva la capiente chiesa,
ricordava anche le sue doti di padre e marito esemplare, molto legato alla
famiglia e di fedele, sempre attento alla vita della sua parrocchia.
Tra i presenti c’erano molti medici
cattolici, che si sono stretti, con affetto, alla moglie Jole ed ai figli, in
un grande ed ideale abbraccio di tutta l’AMCI; tra di loro anche il Vice
Presidente Nazionale Balzaretti, che rappresentava
ufficialmente il Presidente Nazionale Saraceni ed il Vice Presidente della
FEAMC prof. Anzani, che portava un messaggio
personale del nostro Assistente Nazionale Card. Dionigi Tettamanzi.

Rocchietta tra F. Balzaretti e A. Maltarello a Bari
nel 2004

Rocchietta e la
moglie Jole con Tettamanzi,
Novarini, Saraceni ed un gruppo del Piemonte (Roma
2006)
Grazie
Alberto per tutto quello che hai fatto!
...ti
ricorderemo sempre.