Associazione
Medici Cattolici Italiani (A.M.C.I.)
e
Convegno Nazionale A.M.C.I.
L’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) ha tenuto
a Pordenone la sua Conferenza Organizzativa 2008 del Nord, ottimamente organizzata da Mauro
Trovò Presidente AMCI della regione Friuli V.G.Alle
ore 15.30 del 29 febbraio, presso il Seminario di Pordenone, alla presenza del Presidente Nazionale Vincenzo
Saraceni, del Segretario David Fletzer e
del Vice Presidente Franco Balzaretti aprivano
ufficialmente i lavori della Conferenza AMCI del Nord 2008 con gli interventi
di saluto da parte dei “padroni di casa” ed organizzatori della bellissima due
giorni friulana: Mauro Trovò (Presidente AMCI del Friuli V.G.) di Giuseppe
Cocilovo (Presidente AMCI di Pordenone) e di mons.
Bruno Pighin (Assistente Ecclesiastico AMCI del
Triveneto).
Presenti
anche i delegati delle Regioni del Nord con Presidenti Regionali, Consiglieri
Nazionali e numerosi Presidenti di Sezione
Prendeva
quindi la parola il Presidente Saraceni per introdurre i lavori
suggerendo di affrontare il tema del dialogo: all’interno dell’AMCI,
come anche nei confronti degli altri, più o meno vicini alle nostre posizioni e
principi. Annunciando che nel Congresso Nazionale di Ascoli Piceno ci sarà
un’apposita Tavola Rotonda su questo tema del Dialogo.
Prendeva
poi la parola il Segretario Fletzer che
invitava tutti a pensare e proporre le candidature per le elezioni del
Consiglio Nazionale che si terranno ad Ascoli il 2-4 ottobre 2008 nel corso del
Congresso Nazionale.
Seguiva
la relazione del Presidente Nazionale Balzaretti
che illustrava a grandi linee quanto era stato realizzato dall’AMCI nel
nord, le nuove sezioni, le proposte per il futuro e rinnovava i ringraziamenti
a Trovò e all’AMCI del Friuli per l’organizzazione della Conferenza del Nord.
Balzaretti dava poi la
parola ai vari delegati, iniziando con i Presidenti Regionali, i Consiglieri
Nazionali e poi i vari presidenti di sezione intervenuti, per un totale di ben
20 interventi, con alcune interessanti considerazioni e proposte.

Nell’occasione
venivano ricordati Mons. Germano Zaccheo
(Assistente Ecclesiastico del Piemonte) ed il dott. Carapezzi
(Presidente Emerito di Reggio Emilia).
Alle
ore 19.30 il presidente Saraceni concludeva i lavori e dava quindi la
parola al S.E. mons. Ovidio Poletto Vescovo di Concordia-Pordenone
per il saluto conclusivo e la
benedizione.
8.15 : Santa Messa celebrata dal Vescovo di Concordia-Pordenone,
S.E. Mons.
Ovidio Poletto (nella Chiesa del Seminario);
MODERATORI
DOTT. FRANCO
BALZARETTI
VICE-PRESIDENTE NAZIONALE A.M.C.I. PER IL NORD
PROF.
MAURO G.TROVÒ
PRESIDENTE A.M.C.L REGIONE
FRIULI VENEZIA GIULIA
ore 10.30 - SALUTI
di S.E. MONS. O. POLETTO
DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DELLA
PROVINCIA
11.00: “INDICAZIONI
DEONTOLOGICHE ALLA LUCE DEL NUOVO CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA"
PROF. AMEDEO BIANCO
11.30: "IL MEDICO E LA
FAMIGLIA NELLA REALTÀ
DELLA MALATTIA"
PROF. ALFREDO ANZANI
12.00: “ATTEGGIAMENTI PROFESSIONALI
COMUNI AL MEDICO CREDENTE E NON CREDENTE"
PROF. VINCENZO
SARACENI
12.30: DISCUSSIONE
13.00:
CONCLUSIONE
Moderatori e Relatori
§
Dott.
Franco Balzaretti: Vice-Presidente Nazionale A.M.C.I. per il Nord
§
Prof.
Mauro Trovò: Presidente A.M.C.I. Regione Friuli Venezia Giulia
§
Prof.
Amedeo Bianco: Presidente Nazionale (F.N.O.M.C.eO.)
§
Prof.
Alfredo Anzani: VicePresidente Europeo dei
Medici Cattolici (FEAMC)
§
Prof.
Vincenzo Saraceni: Presidente Nazionale Associazione Medici Cattolici (A.M.C.I.)
Il l Marzo 2008 si è poi svolto il Convegno
Nazionale AMCI sul tema: “Malati troppo gravi per essere curati? Le
risposte del nuovo Codice di Deontologia Medica”.
Dopo
la prolusione del Vescovo di Pordenone S.E.
mons. Ovidio Poletto, intervenivano le autorità, il prof. Saraceni
ed il prof. Mauro
Trovò (Presidente AMCI del Friuli V.G.)
per i saluti iniziali e quindi il dott. Franco Balzaretti
introduceva i lavori (vedi la relazione
introduttiva di cui sotto)
L’AMCI
ha sottolineato l’esigenza che nei confronti dei malati terminali sia attuata
ogni terapia idonea ad alleviarne le sofferenze evitando allo stesso tempo ogni
terapia che si presenti sproporzionata rispetto ai possibili benefici che ne
possono derivare.
L’AMCI
ha ribadito con forza il NO all’eutanasia, comunque intesa, il NO
all’accanimento terapeutico perché contrario alla dignità dei pazienti, il NO
all’abbandono terapeutico perché atto di ingiustizia nei confronti del malato.
Per
contro, nella alleanza terapeutica stabilita con il malato e con la famiglia
potranno trovare risposta i tanti interrogativi che si presentano al medico e
ai malati di fronte al dramma della sofferenza e della morte e che nessuna
legge potrà disciplinare dall’esterno. Per questo i medici cattolici auspicano
che non sia ripresentata alcuna legge che disciplini a priori le cosiddette
direttive anticipate di volontà da parte dei malati.
Al
Convegno hanno partecipato il Prof. Vincenzo Saraceni, Presidente
Nazionale dell’AMCI, il Prof. Alfredo Anzani, Vice Presidente
della Federazione Europea Associazioni Medici Cattolici (FEAMC), il Dott.
Franco Balzaretti, Vice Presidente AMCI per il Nord, il Prof. Mauro
Trovò, Presidente AMCI Regione Friuli Venezia Giulia, e il Presidente della
FNOMCeO Dr. Amedeo Bianco.
L’Associazione ha, peraltro, approfittato dell’occasione per rinnovare al Dr. Bianco il proprio rincrescimento per il percorso, risultato incomprensibile, che ha portato alla presentazione di un documento solo frutto di un lavoro di commissione e mai approvato dal Consiglio, contenente posizioni (su aborto, RU486, ecc.) non condivise dalla maggioranza dei medici.
L’AMCI ha unanimemente ribadito che la professione medica, per sua natura e indipendentemente dalle convinzioni religiose, è tesa alla difesa della vita in ogni condizione e circostanza e che il Codice di Deontologia Medica ha recepito con chiarezza e coraggio tale millenario orientamento della medicina.
L’AMCI,
infine, rispetto alle nuove sfide poste dalla scienza e dalla tecnica si
dichiara disponibile al confronto per cercare quel surplus di etica che si
rende necessario per poterle affrontare con umanità e ragionevolezza.
Nel
confermare al Presidente Bianco amicizia l’AMCI auspica che vengano trovate
modalità e tempi per trovare una posizione condivisa da tutta la FNOMCeO.

Il tavolo dei relatori
con : Franco Balzaretti,
Amedeo Bianco, Enzo Saraceni, mons. O.
Paletto, Alfredo Anzani
e Mauro Trovò
Eccellenze,
Autorità , Cari amici e colleghi,
è
con grande piacere che, a due anni di distanza, sono tornato qui a Pordenone in
occasione della conferenza AMCI del Nord, quindi rivolgo un saluto ed un
ringraziamento a tutti voi ed in particolare al carissimo dott. Mauro Trovò,
a Giuseppe Cocilovo ed a mons. Bruno Pighin, per il graditissimo invito a moderare
l’incontro di oggi che rappresenta una sorta di continuazione rispetto al
Convegno del 2006 in cui si parlava del Testamento Biologico. Ecco perché di questo
tema si sono occupati un po’ tutti: bioeticisti,
filosofi, teologi, giornalisti e mezzi di informazione e ovviamente politici.
Se ne sono occupati con particolare attenzione anche l’AMCI e l’Ordine dei
Medici.
E, cari amici, credo di poter affermare, che la
classe medica, almeno in questa occasione e su questo tema, sia stata
sostanzialmente concorde nel ribadire alcuni principi inalienabili
Innanzi tutto il rispetto a quanto previsto dalla Convenzione sui Diritti Umani approvata dal Consiglio d'Europa nell'aprile 1997 (Oviedo) e ratificata anche in Italia nel 1998 che recita
“I desideri precedentemente espressi a
proposito di un intervento medico da
parte di un paziente saranno tenuti in considerazione”. Come è stato poi ribadito anche dal Codice di
Deontologia Medica del 16 dicembre 2006. Ma c’erano forse dei dubbi, per
ribadire quanto avviene ed è sempre avvenuto?
Credo di poter infatti affermare che nessun medico
possa mettere in dubbio tale principio, così come credo siamo tutti concordi
nel ritenere che il superamento del cosiddetto “paternalismo medico” non
possa trasformarsi nel suo opposto: ovvero la trasformazione del medico in un
mero esecutore, vincolato alla volontà del paziente, quale che essa sia, magari
la più assurda ed, addirittura, non espressa direttamente ma in uno scritto
precedente.
Ecco
perché l’idea poi del testamento biologico, che in teoria potrebbe sembrare
utile e positiva, nella pratica risulta fallimentare, in quanto svuota la
medicina e la società stessa del rapporto personale e del contatto umano,
creando un solco sempre più ampio tra medico e paziente, senza peraltro offrire
maggiori garanzie ai pazienti, rispetto a quanto già previsto dagli ordinamenti
legislativi; e quindi nei paesi dov’è in vigore, viene sottoscritto solo da una
piccola minoranza.
Dobbiamo poi ricordare il riconoscimento giuridico e morale dell’obiezione di coscienza del medico; una vera e propria conquista civile. Essa implica che quando una legge prevede comportamenti che causano direttamente - o possono concorrere a causare - la soppressione della vita umana (come per aborto ed eutanasia) il medico può legittimamente rifiutarsi di applicarla.
Come
moderatore devo essere super partes, trovare
delle sintesi condivise e dei denominatori comuni, per cui non posso fare a
meno di auspicare una maggior coerenza e compattezza di tutti i medici sulle
più importanti problematiche etico-morali, a
prescindere da ideali politici e religiosi; e questo proprio nell’interesse dei
pazienti, degli ammalati e loro familiari.
Per cui concludo questa mia breve introduzione con
un appello a tutti coloro che hanno responsabilità a perseguire la via del
dialogo, del confronto serio e costruttivo, della condivisione per unire e non
dividere i medici. Fermo restando alcuni valori, per noi, imprescindibili e
quindi NON negoziabili!
Anche perché, al di là delle varie convinzioni ideologiche e
religiose, scienza e fede non sono mai incompatibili e indipendenti tra loro;
ma anzi ambedue concorrono a trovare delle risposte ai grandi quesiti
esistenziali che tormentano l’essere umano, dal momento che il loro scopo ed
interesse primario deve sempre essere il bene del paziente e non la difesa di
interessi corporativi o di potere.
Sono
quindi lieto di lasciare la parola ai nostri relatori che, con i loro
qualificati interventi, ci offriranno certo spunti di riflessione e spero anche
qualche risposta concreta al quesito iniziale: .Ci sono malati troppo gravi per
essere curati?
John Henri Newman,
il famoso teologo anglicano divenuto cattolico e cardinale amava ripetere: “Non
aver paura che la vita possa finire. Abbi invece paura che possa non cominciare
mai davvero”.
Franco Balzaretti
e… arrivederci
ad Ascoli Piceno 2008!