Cari amici, un grazie a tutti voi per la partecipazione a questo nostro incontro sul Testamento Biologico.

La riflessione che vi proponiamo sul documento approvato alcuni mesi fa dal CNB, inizialmente doveva essere solo un approfondimento interno tra di noi, tuttavia l’interesse suscitato ed i risvolti umani, in alcuni casi addirittura drammatici, che investono, non solo il medico o l’operatore sanitario, ma anche ogni famiglia, così come il singolo individuo ci hanno indotto ad aprire il nostro incontro a tutti voi.

Oltre all’AMCI di Vercelli hanno inoltre aderito e sono presenti le sezioni AMCI di : Alessandria, Aosta, Biella, Casale Monferrato, Ivrea, Novara, Torino ed alcuni amici del costituendo gruppo di Vigevano.

Noi medici, nel prenderci cura dei nostri ammalati più gravi, troviamo sempre più difficile umanizzare la morte, che risulta spesso disumana.

Una morte che spesso ha per protagonista, non l’uomo nella sua fragilità, ma le sofisticate apparecchiature della rianimazione, i medici, i tecnici o i familiari. E’ quindi una morte espropriata, spesso nascosta, allo stesso morente.

Quante volte poi veniamo chiamati in disparte e ci sentiamo dire:  “guardi che il paziente non sa niente” - “parliamo sottovoce perché potrebbe sentire”.

La finalità prioritaria di questo documento del CNB è proprio quella di mantenere aperto il rapporto interattivo tra medico e paziente, anche quando le condizioni del paziente non lo consentono più, e permettere, attraverso alle DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO, una sorta di dialogo residuo. Il documento è quindi un strumento essenzialmente positivo, da questo punto di vista.

Esiste, tuttavia, a mio modo di vedere, un rovescio della medaglia, un possibile pericolo nascosto: che il documento possa aprire la strada ad atteggiamenti di eutanasia passiva, che per la verità nel documento è tassativamente vietata, ma che poi nella pratica sarà poi  difficile escludere del tutto!

Ma non voglio anticipare quello che dovrà emergere dalle relazioni e dal dibattito.

Un grazie di cuore ai nostri relatori e moderatori per la disponibilità. Ad eccezione del dott. Zamponi che è comunque un carissimo amico, sono per lo più appartenenti della nostra associazione: sono degli esperti altamente qualificati, che ci onorano con la loro presenza.

Un grazie al Rettore del Seminario mons. Cavallone per la consueta ospitalità, ed agli amici della stampa locale, che hanno dimostrato molto interesse per questa nostra iniziativa.

Un ringraziamento particolare a S.E. p. Enrico Masseroni, ancora una volta al nostro fianco, con un suo contributo personale, a testimonianza della sua grande sensibilità per i temi di umanizzazione della medicina e di grande valenza etica.

A questo punto cedo volentieri la parola ai nostri due moderatori, anche loro membri dell’AMCI: Luciano SCARABOSIO (Direttore Generale ASL 11 - Vercelli) e Pier Giorgio FOSSALE (Segretario dell’Ordine dei Medici  -  Vercelli), che apriranno i lavori.