Il Vice Presidente Nazionale (Nord)
CONSIGLIO NAZIONALE AMCI
ASSISI
(PG), 25 NOVEMBRE 2007
RELAZIONE
“ Tra scienza e
libertà religiosa! ”
Vorrei
innanzi tutto ricordare un amico. Un amico mio personale, ma soprattutto un
amico dell’AMCI. Mi riferisco a Mons. Germano Zaccheo
scomparso proprio pochi giorni fa mentre si trovava in
pellegrinaggio a Fatima.
Spesso,
nelle nostre riunioni, sentiamo parlare di porte chiuse, magari anche da parte
di esponenti della Chiesa. Ed ecco che, al contrario, mons. Zaccheo non solo ci
ha spalancato la propria porta, ma si è addirittura fatto promotore dell’AMCI., presso altri vescovi ed ecclesiastici E questo ci ha aiutato moltissimo a mettere
le basi per la costituzione di nuove sezioni, soprattutto in Piemonte!
E quindi oggi io non piango solo l’amico ed il sostenitore dell’AMCI ma
un insostituibile punto di riferimento, sul quale potevamo fare sempre affidamento;
un uomo che ci ha guidati, ci ha sostenuti e soprattutto ci ha amati, segnando
intensamente la vita dell’AMCI del Piemonte. So di interpretare i sentimenti e
lo stato d’animo di molti nostri dirigenti, in modo particolare di
Ed
ora ecco questa mia breve relazione di oggi ha per tema la libertà religiosa!
La
scienza - come ben sappiamo - non può non avere regole da
seguire! Lo sappiamo bene tutti noi, e oltretutto è stato anche ribadito,
in più occasioni, dal Santo Padre e da tutta la gerarchia ecclesiastica
Tuttavia la cultura
dominante è insorta, gridando allo scandalo di una Chiesa intollerante ed
oscurantista. Ma non è la Chiesa ad essere antimoderna, ma forse la
modernità ad essere anticattolica (mons. L.
Negri).
In realtà nel nostro paese
tutti possono parlare di tutto, tutti possono professare la propria fede; ad
eccezione di noi cattolici, soprattutto se difendiamo, con coerenza e
razionalità i nostri principi.
E quindi, evidentemente, non
è la Chiesa ad essere intollerante, ma al contrario la vera intolleranza sta
proprio nei confronti della Chiesa stessa e dei cattolici, che vengono attaccati da più parti.
Alcune volte in modo aperto
e plateale, in molti altri casi in modo più subdolo, con i messaggi
sub-liminali da parte dei mass media o con sistematiche intimidazioni
psicologiche nei confronti di esponenti cattolici.
Alcuni anni fa ricordo che,
in un movimentato Consiglio Nazionale AMCI, qualcuno avanzava il dubbio che
alcuni dirigenti dell’AMCI potessero servirsi dell’Associazione, per far
carriera o per chissà quali vantaggi.
La realtà, come ben
sappiamo, è molto diversa e, almeno per le situazioni che conosco maggiormente,
i medici cattolici non solo non hanno vantaggi, ma anzi sono spesso presi di
mira, subendo gravi ingiustizie e soprusi.
E infatti
mentre si parla, sempre più di libertà religiosa, paradossalmente verifichiamo
dei crescenti e costanti attacchi a tale libertà, in modo particolare per noi
cattolici. Ecco perché alcuni colleghi hanno forse paura a dichiararsi
cattolici e ad iscriversi all’AMCI.
A questo punto auspico che
E quindi noi cattolici
dobbiamo difenderci, su più fronti, da chi ci attacca con crescente
aggressività, in quanto contro di noi si è costituito uno schieramento sempre più
vasto ed eterogeneo ed al tempo stesso, molto compatto, contrariamente a noi
cattolici, che ci disperdiamo in controproducenti diaspore, che vanificano il
nostro impegno.
Mentre ci sarebbe bisogno di
coesione e compattezza, anche perché oltre ai nostri storici nemici: i
radicali, gli anticlericali (comunisti e liberali) etc…
ci dobbiamo addirittura difendere da alcune componenti cattoliche che cedono a
lusinghe e compromessi, facendo magari l’occhiolino a chi ci attacca, in modo
vergognoso, per averne poi dei vantaggi.
Ma la tradizione dell’AMCI,
la nostra tradizione, è di seguire con determinazione e coerenza le indicazioni
della Chiesa, sempre al fianco del Santo Padre, nella comune difesa dei nostri
ideali, principi e valori fondamentali. E a tale proposito c’è bisogno di un
maggior impatto mediatico e quindi dovremo sviluppare
la comunicazione sfruttandone le possibilità offerte dalla tecnologia (oltre a
giornali e televisioni, anche siti internet, e.mail,
news letter, videoconferenze etc.).
Per tutti noi, questa
tradizione, deve rappresentare una prerogativa irrinunciabile, anche a costo di
scontrarci con i poteri forti e, come sta accadendo per molti di noi, di
subirne alcune spiacevoli conseguenze.
Anche perché sono certo che
solo se sapremo difendere con fermezza e coerenza i nostri valori e la nostra
libertà religiosa, potremo avere delle prospettive future.
Nel 2004 veniva
pubblicato un interessante volumetto a due voci dal
titolo Senza Radici. Le due voci erano
quelle del sen. Marcello Pera e del card. Joseph Ratzinger, l’attuale Papa Benedetto
XVI che, a proposito di una bizzarra proposta di costituire una sorta religione
civile affermava :
“Le statistiche ci dicono
che quanto più
le chiese si adattano agli standard della secolarizzazione, tanto più perdono
seguaci e che diventano attraenti quando indicano un solido punto di
riferimento ed un chiaro orientamento. Il concetto di religio
civilis appare così in una luce ambigua: se esso
rappresentasse soltanto un riflesso di convinzioni della maggioranza,
significherebbe poco o niente!”
Ecco credo anch’io che il
dialogo ed il confronto con chi si contrappone ai nostri ideali può essere
costruttivo, ma solo se non altera la nostra
dott. Franco Balzaretti
Vice-Presidente Nazionale
AMCI