XXIII Congresso Nazionale AMCI – Bari, 11-13.11.2004

 

 

Tavola rotonda su: Valori comuni e politica sanitaria per un’Europa unita

Intervento introduttivo di Franco Balzaretti

 

Le religioni rappresentano, da sempre, un riferimento insostituibile per la formazione etico-morale delle coscienze, che le rende interlocutrici privilegiate delle varie istituzioni e dell’intera società. Per cui si sta rafforzando la convinzione - tra i credenti ma anche tra i non credenti - che per la pace sarà sempre più decisivo l’apporto delle religioni e del dialogo tra di esse.

Negli ultimi tempi si parla molto di Europa, di una nuova Europa, tanti discorsi, pubblicazioni e buoni propositi; ma per il futuro dell’Europa sarà indispensabile una concreta integrazione tra politiche economiche, sanitarie, sociali, familiari e del lavoro, per garantire a tutti i cittadini Europei i diritti più essenziali  e, per quanto ci riguarda più direttamente, una dignitosa assistenza sanitaria.

Durante il vertice di Bruxelles del 18 giugno 2004, i 25 Capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea, hanno approvato la Costituzione per l'Europa. Un risultato storico di grande rilievo, ma che tuttavia, pur presentando degli aspetti molto positivi, contiene anche alcune ombre molto inquietanti.

Tra queste colpisce l’aver omesso un riconoscimento esplicito alle radici cristiane dell’Europa. Si tratta, in pratica, del misconoscimento di un’evidenza storica. Un’omissione che purtroppo grava sulle coscienze di molti Europarlamentari e dei Governi di alcuni importanti paesi; in modo particolare della Francia, la cui tradizione illuminista ha pesato, più di quanto si potesse immaginare, su una scelta che, a detta di molti (anche tra i non cattolici), è apparsa assai infelice.

Soprattutto se si considera che oggi viviamo in un’epoca in cui simboli e segnali possono rappresentare, molto più che in passato, un chiaro richiamo ai valori etico-morali e culturali di dignità e centralità della persona umana, come anche di solidarismo universalistico a sostegno ai più deboli.
Nella nuova Europa, che si sta costruendo, di cruciale importanza sarà proprio la politica Sanitaria. Attualmente l’organizzazione e la qualità del Servizio Sanitario pubblico è molto disomogenea in Europa, e questo in considerazione a tradizioni storico-sociali molto consolidate e, al tempo stesso, molto diverse tra di loro, per cui i fondamentali indicatori di salute (mortalità generale ed infantile, speranza di vita, coefficienti di morbilità …etc.) presentano un notevole divario tra le varie nazioni europee.
Per cui sarà, prima di tutto, indispensabile individuare dei denominatori comuni e tutte le varie istituzioni politiche e sociali dovranno quindi preoccuparsi di orientare, responsabilmente, i propri sforzi per migliorare le competenze tecniche, così come la capacità di analisi dei bisogni comuni da soddisfare. E quindi per perseguire il bene comune dovranno essere abbandonate alcune connaturate logiche di conflitto, di contrapposizione e l’istintiva difesa di interessi particolari, che, soprattutto in campo sanitario, portano poi a dei controproducenti sprechi di risorse.

Se la nuova Europa saprà porsi il problema del bene comune e della felicità dell’uomo in termini di globalità, e quindi nei vari aspetti materiali, sociali, culturali, antropologici e religiosi, che derivano poi dalla sua storia e dalle sue tradizioni, allora sarà un’Europa vitale e con delle prospettive incoraggianti; ma se, al contrario, si orienterà solo su un piano strettamente politico, economico e finanziario rischierà l’autodistruzione.

In questi anni di transizione politica e istituzionale dei paesi europei, la Chiesa si è spesso interrogata sul ruolo pubblico dei cristiani, sul significato della loro presenza e testimonianza, così come sulla relazione tra Cristianesimo ed Europa.

Al centro delle riflessioni, uno spazio rilevante è stato dedicato anche ai fondamenti, alle sfide e alle modalità di una partecipazione riconoscibile e riconosciuta del cristiano e delle Chiese allo sviluppo della democrazia in Europa.

Ma che cos’è veramente l'Europa? Cosa può e deve essere nel quadro complessivo della situazione storica, nella quale ci troviamo all'inizio del terzo millennio cristiano? Ed infine è da considerarsi veramente unita l’Europa, che oggi fatica a elaborare strategie condivise ed addirittura a riconoscere le proprie radici?

Sono domande che molti si pongono e ci poniamo anche noi Medici Cattolici, preoccupati soprattutto di garantire la centralità e la dignità dell’uomo, da considerarsi sempre come fine: un vero e proprio asse portante per la nostra cultura. E questa dignità e centralità dovrà essere, comunque, garantita a tutti gli uomini, sempre!

Purtroppo assistiamo ad un crescente ed inarrestabile degrado morale della società moderna, che è alla continua ed ossessiva ricerca del profitto, dell’efficientismo e del benessere fisico in un clima di competitività esasperata. Per raggiungere questi obiettivi essa è disposta a tutto, anche a sacrificare ogni bene, ogni valore, ogni principio, anche i più sacri ed inviolabili; fino al punto da consentire (ed addirittura favorire) la soppressione di un essere umano che è diventato di peso, di produrre in serie esseri umani da utilizzare per esperimenti o da sacrificare in nome del progresso, nella speranza di curare altri esseri umani. 
E così nell’aprile del 2002, in un clima di disinteresse generale, l'Olanda ha reso legale l’eutanasia, anche per i bambini dai 12 anni d'età in su. Recentemente, nell’agosto scorso,  tale pratica è stata estesa ai bambini con età inferiore ai 12 anni e, addirittura, ai neonati. E’ una scelta che ci fa rabbrividire, a dispetto delle varie motivazioni pseudo-morali e pseudo-scientifiche addotte dalle autorità olandesi, che l’hanno presentata come una vera e propria conquista dell’umanità. 
Quasi contemporaneamente, in Inghilterra, veniva autorizzata la sperimentazione della clonazione umana terapeutica. Anche qui in nome del progresso scientifico e per l’acquisizione di nuove possibilità terapeutiche, peraltro tutte da dimostrare.
Ma se queste sono le premesse che cosa ci potremo aspettare in futuro? Le barbarie non conoscono limiti e le "risoluzioni" europee, si sa, non vincolano nessuno: tocchiamo con mano, ogni giorno, l'affannoso procedere di un’Europa molto divisa ed, addirittura, incapace di riconoscere e valorizzare la sua storia, le sue tradizioni e i suoi valori. Proprio quei valori umani e, perché no, cristiani che sono, da sempre, alla base della nostra civiltà.  

Le relazioni, riflessioni ed analisi di questa importante Tavola Rotonda ci aiuteranno certamente a comprendere meglio le varie problematiche, a dare qualche risposta ai nostri interrogativi, ai nostri dubbi, a farci intravedere, forse, qualche possibile soluzione.

Possa quindi lo spirito cristiano, di amore per il prossimo e di servizio alla vita - che ha sempre ispirato l’AMCI e questo stesso Congresso Nazionale – diffondersi, entrare nei cuori e alimentare le coscienze di tutti, per avere sempre la forza ed il coraggio di proclamare la vita in un contesto sociale in cui, ormai, si respira solo una cultura contro la vita. E questo anche se dovremo, inevitabilmente, scontrarci con coloro che, perseguendo fini oscuri senza alcun scrupolo, continuano ad offendere i valori più sacri ed inviolabili della nostra civiltà.

Affidiamo quindi, con fiducia, le nostre angosce e paure per il futuro dell’Europa alla preghiera e  alla fermezza di chi, nel contesto di incarichi istituzionali, riesce a non dimenticarsi mai di essere un cattolico, senza remore e tentennamenti, per difendere, con forza e coerenza, la dignità di tutti gli esseri umani, soprattutto dei più deboli, indifesi e senza voce, ma che tuttavia hanno i nostri stessi diritti, in quanto sono, a tutti gli effetti, dei nostri fratelli più piccoli.